DISTURBO DA RUMORE
Il disturbo da rumore è l’effetto per cui un’emissione sonora, in funzione di livello, durata, variabilità e caratteristiche spettrali/temporali, viene percepita come intrusiva e interferisce con riposo e attività umane. Nel quadro italiano rientra nella nozione di inquinamento acustico, ossia l’introduzione di rumore tale da provocare “fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane”.
Dal punto di vista tecnico-amministrativo, il disturbo non si valuta solo in modo soggettivo, ma confrontando il rumore misurato al ricettore con i criteri normativi: limiti assoluti di immissione (legati a classificazione acustica comunale e periodo diurno/notturno) e, negli ambienti abitativi, criterio differenziale, definito come LD = LA − LR, dove LA è il rumore ambientale e LR il rumore residuo (sorgente specifica esclusa). I limiti differenziali sono 5 dB di giorno e 3 dB di notte.
Sul piano civilistico, l’art. 844 c.c. disciplina le immissioni: rumori e propagazioni sono leciti solo se non superano la normale tollerabilità, valutata caso per caso in relazione alle condizioni dei luoghi; la verifica è spesso supportata da CTU/CTP fonometrica. In sede civile si può chiedere, oltre alla cessazione/riduzione del rumore, anche risarcimento del danno (art. 2043 c.c.), reintegrazione in forma specifica (art. 2058 c.c.) e, se ne ricorrono i presupposti, danno non patrimoniale (art. 2059 c.c.).
Sul piano penale, l’art. 659 c.p. punisce il disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone mediante schiamazzi o rumori e, al comma 2, sanziona l’esercizio di attività rumorose in violazione di disposizioni o prescrizioni dell’Autorità.
Di seguito i nostri servizi:

Viene svolta inizialmente una pre-diagnosi volta ad inquadrare il caso per identificare le sorgenti disturbanti e per stabilire il contesto normativo applicabile (contenzioso tra privati o contenzioso privato contro attività produttiva). Vengono poi svolte indagini strumentali fonometriche per determinare l'entità del disturbo e il superamento dei limiti stabioliti dalla normativa.

